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LA “POLITICA” DELL’ISTRUZIONE

La “politica” dell’istruzione

“La scuola è aperta a tutti.”
La Repubblica italiana ha a cuore l’istruzione dei propri cittadini, premia i più capaci e meritevoli fino al raggiungimento dei più alti gradi degli studi. Lo stato si occupa di rendere effettivo il diritto all’istruzione attraverso sussidi, assegnazioni di borse di studio, e norme sempre più innovative al fine di rendere questo diritto accessibile a tutti.
Gli articoli 33 e 34  della Costituzione riassumono la politica dell’istruzione e mettono in luce l’attenzione che il legislatore pone nei confronti dello studio. Ma questo diritto è sempre garantito? Questo diritto trova sempre radici nell’uguaglianza? Il diritto all’istruzione si può associare anche alla scuola dell’infanzia?
Negli ultimi anni la cronaca giornalistica e giudiziaria ha sollevato sempre più casi di maltrattamenti infantili che avevano come carnefici la figura della maestra, colei che dovrebbe rappresentare appieno la sicurezza e l’amore che i genitori donano al figlio una volta scelta la struttura idonea alla sua crescita.
La risposta al nostro primo quesito ci rende chiaro come non sempre i già citati articoli 33 e 34 vengano presi in considerazione e soprattutto attuati per garantire la crescita psico-fisica del minore in assoluta serenità.
Per rispondere al secondo quesito purtroppo basta leggere i giornali; proprio delle ultime ore è un caso di cronaca dove insulti verbali e aggressioni fisiche sono i protagonisti. “Ti svito la testa”, “ti faccio cadere i denti”, “ma sei scemo?” Sono solo alcune delle testimonianze delle telecamere messe nell’asilo degli orrori di Palermo, frasi che hanno fatto rabbrividire i cittadini di tutta Italia e hanno fatto aprire l’inchiesta dagli inquirenti. Nell’occhio del ciclone sono finite ben 6 “maestre” dell’asilo di Borghetto tutte indagate con l’accusa di maltrattamento, tra le giovanissime vittime ci sarebbe anche un bambino disabile.
Oltre a essere stato leso il diritto all’istruzione, con questo squallido trattamento da parte di queste insegnanti nei confronti dei loro alunni, possiamo concludere che anche l’idea di uguaglianza è venuta meno; ogni età va rispettata, anche i bambini hanno una dignità, lo stato deve essere in grado di garantire la stessa uguaglianza sostanziale citata all’articolo 3 della Costituzione.
Vogliamo risparmiarvi gli altri vergognosi ed inquietanti casi avvenuti in tutta Italia.
I bambini saranno le donne e gli uomini del domani, il riflesso del duro lavoro che ogni genitore compie per istruire, crescere e mantenere i suoi figli. Quando si decide di affidare alle istituzioni il bene più prezioso, il futuro, bisogna che esse garantiscano la più totale e completa protezione dall’infanzia fino all’età adulta.
Sabrina Monterisi e Lorenzo Castaldini
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