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ANTIISLAMISMO O ISLAMFOBIA?

ANTIISLAMISMO E ISLAMFOBIA

   Dov’è il confine?
Una panoramica sulla “questione musulmana”

L’antislamismo rappresenta l’atteggiamento di critica e di opposizione nei confronti dell’Islam politico, ossia quell’ideologia che sostiene il totale controllo dell’islam della vita politica e sociale del privato cittadino.
Questa teoria si discosta però totalmente dall’islamfobia, ossia la vera e propria discriminazione pregiudizievole della religione musulmana e dei musulmani stessi.
Ma dov’è il confine?
L’antislamismo ha radici particolarmente antiche, infatti questa ideologia risale alla rivoluzione francese, all’epoca della codificazione della distinzione tra lo stato e la chiesa, il cosiddetto Secolarismo.
Lo stesso Alexis De Tocqueville ha per primo criticato la religione musulmana, ricordando come Maometto, nel Corano, abbia aggiunto norme non solo religiose, ma bensì politiche, sociali, civili e addirittura penali.
La questione islamica è arrivata fino ai giorni nostri, in particolare dopo l’attacco al WTC, il quale, insieme alla nascita di gruppi d’origine Salafita-Wahabita, ha portato molteplici critiche da diversi commentatori occidentali, che hanno definito l’islam politico “il nuovo totalitarismo”. Tra i detrattori più famosi degli ultimi anni possiamo ricordare la scrittrice italiana Oriana Fallaci, il giornalista americano Daniel Pipes ed il politico olandese Geert Wilders.

“Un musulmano moderato non può essere un vero musulmano” (Geert Wilders)

Per quanto questa teoria possa, in certi casi, essere sostenuta quale critica vera e propria alla teocrazia; l’Islamfobia non trova fondamento ideale ma bensì pregiudizievole, spinto dal totale rifiuto di ciò che è diverso e “strano”, ai fini, il più delle volte, meramente politici. Questa ideologia si è fatta sempre più largo negli ultimi anni nel panorama politico internazionale, come parte fondamentale delle campagne elettorali di partiti perlopiù di centrodestra, portatori di ideologie nazionaliste e conservatrici.
Questo tipo di campagne minatorie hanno portato ad un vero e proprio sentimento d’odio nei confronti dei musulmani, talvolta ingiustificato e fine a se stesso.
La “politicizzazione” culturale ha trovato radici anche, e non solo, in Italia dove nel giro di pochi anni, a causa di una politica immigrazionistica scadente e sempre più frequenti casi di terrorismo internazionale, si è andata ad estendere sempre di più una morbosa paura di tutto ciò che è diverso.
Per non parlare inoltre, della sempre più frequente tematica della nazionalità, tematica che purtroppo, è andata ad influenzare anche settori lontani dalla politica.
Infatti, proprio negli ultimi giorni si è fatta sempre più largo la discussione riguardante la vittoria di Mahmood al Festival della Canzone italiana di Sanremo, discussione caduta purtroppo nel pregiudizo culturale. Forse gli italiani si sono scordati come si discute, forse si sono scordati che Sanremo è il Festival della musica italiana, forse gli italiani si sono scordati la differenza tra arte politica, due mondi che non dovrebbero mai, a mio modesto parere, scontrarsi.
” Non c’è costrizione nella religione” (Sura 2, 256)
Lorenzo Castaldini
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