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Se il mondo fosse più Libero

Se il mondo fosse più Libero

Potremmo dire che non tutti se la cavano con gli abbinamenti. Basti pensare al buon Enzo Miccio, noto conduttore televisivo  che trascorre le puntate della propria trasmissione urlando in faccia al malcapitato di turno: “Ma come ti vesti?”. In ugual modo in queste ore molti cittadini italiani, lettori o meno del quotidiano Libero, si sono chiesti: “Ma che caspita scrivete?”. L’altra mattina per l’appunto il quotidiano in questione pubblicava in prima pagina un bel titolone in caratteri cubitali che urlava: “C’è poco da stare allegri: calano fatturato e PIL ma aumentano i gay”. L’opinione pubblica si è chiaramente scatenata non trovando alcun nesso tra la crisi imprenditoriale e il mondo omosessuale; dunque come di solito accade nel nostro Paese delle Meraviglie, un po’ tutti si sono posti al pari di un critico, un po’ come quell’Enzo Miccio di cui parlavamo prima. La faida ha inizio già durante le prime ore della giornata: qualcuno commenta quest’abbinamento come “triste e squallido”, mentre qualcun altro sostiene che si tratti di un’analisi critica della nostra società, qualcuno ancora preferisce astenersi dal riflettere davanti ad un obsoleto pezzo di carta che alcuni chiamano “giornale”, meglio trascorrere ancora qualche mezz’ora ridendo sui commenti in giro sul web. In quanti però hanno dedicato qualche minuto della giornata di ieri riflettendo a come sarebbe un mondo più Libero? Probabilmente un po’ meno arcobaleno, con più imprenditori, nessuna fattura elettronica e tutti con quello spirito nordista che scorre nelle vene.
Per l’ennesima volta Libero colpisce e affonda, facendo parlare di sé, comunicando ciò che buona parte dei propri lettori vorrebbe leggere senza che nessun ostacolo faccia diventare una battutaccia da bar della domenica, il titolo di uno dei maggiori quotidiani italiani. Per la libertà di pensiero in molti hanno sacrificato la propria vita, ma fino a che punto è possibile esprimere la propria opinione davanti a milioni di italiani? Probabilmente la risposta più semplice sarebbe quella di limitarla fino alla lesione dell’altrui diritto allo stare bene e all’essere felici. Ritengo di poterla pensare così anch’io, perché probabilmente le risposte più semplici talvolta risultano le più efficaci. Indignarsi si deve, criticare non esattamente.
Basterebbe rilanciare su argomenti fondamentali in un 2019 che si prospetta ricco di novità, basterebbe il coraggio d’imparare a credere che esistano ancora dei valori, non quelli della famiglia tradizionale, ma i valori alla vita e all’amore, di qualunque sesso, etnia o religione.
Un mondo più Libero sarebbe meno libero di quanto immaginiamo, un mondo meno Libero sarebbe il futuro.
Manuel Mangano

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